“Conoscere le telecomunicazioni significa dunque investire sull’uomo e sul suo futuro. Non si tratta soltanto di comprendere apparati, reti o protocolli, ma di cogliere il senso più profondo di una tecnologia che estende le capacità di relazione, di conoscenza e di cooperazione dell’individuo. ”
Luca Tomassini
Telecom Italia, 1996
Se c’è una tecnologia capace di coniugare quantità e qualità, esistenza ed essere, condizionamento e liberazione, questa è senza dubbio la tecnologia delle telecomunicazioni. In essa si riflette una delle più profonde ambivalenze del progresso contemporaneo: da un lato la potenza degli strumenti, dall’altro la responsabilità del loro uso; da un lato l’efficienza dei mezzi, dall’altro il valore dei fini.
Conoscere le telecomunicazioni significa dunque investire sull’uomo e sul suo futuro. Non si tratta soltanto di comprendere apparati, reti o protocolli, ma di cogliere il senso più profondo di una tecnologia che estende le capacità di relazione, di conoscenza e di cooperazione dell’individuo. È un investimento che riguarda la crescita della comunità, la qualità della convivenza sociale e la possibilità di costruire nuovi spazi di partecipazione e condivisione.
Le reti di comunicazione, sempre più fitte e pervasive, non sono semplici infrastrutture tecniche: esse diventano una vera e propria protesi dello spirito comunitario, un tessuto connettivo che unisce persone, territori e culture. In questo senso, le telecomunicazioni agiscono come lievito di sviluppo non soltanto produttivo ed economico, ma anche civile, sociale e culturale.
Questo volume si colloca in tale prospettiva, offrendo al lettore strumenti di comprensione e di riflessione che vanno oltre la dimensione tecnica. Attraverso lo studio delle telecomunicazioni si apre infatti uno sguardo più ampio sul modo in cui la tecnologia può e deve essere messa al servizio dell’uomo, affinché il progresso non sia soltanto misurato in termini di prestazioni e velocità, ma anche di coesione, consapevolezza e umanità.